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Category Archives: Programmazione
Gambas3 : “Un ambiente di sviluppo Linux, in stile Visual Studio”
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Molti utenti che vogliono cimentarsi nella programmazione, dopo essere passati da Windows a Linux, spesso lamentano che su quest’ultimo manchino Ambienti di Sviluppo potenti e semplici da usare come MS Visual Studio per Windows.

E proprio per questo, oggi voglio farvi conoscere un Ambiente di Sviluppo molto interessante, distribuito sotto licenza GNU/GPL, per tutte le piattaforme Linux e Unix, quindi è compatibile anche con i vari BSD.

Prima di tutto, voglio premettere che non bisogna intendere questo programma come un clone di Visual Studio, poiché con esso condivide solo la semplice e funzionale realizzazione e manutenzione dei progetti, poiché Gambas non è un IDE a tutti gli effetti dato che attualmente è compatibile solo con il Linguaggio BASIC/GAMBAS, se vi interessa un software per programmare in C# su Linux, vi rimando a questo mio vecchio articolo su MonoProject.

 

Schermata da 2015-07-31 18:23:36 Schermata da 2015-07-31 18:24:05

Ma ora vediamo cosa ci offre questo software:

  • Interfaccia grafica semplice e funzionale;
  • Possibilità di sviluppare vari tipi di applicazioni
    • CLI (Command line interface)
    • GUI (Sia con librerie QT che GTK++)
    • SDL (Simple DirectMedia Layer)
    • CGI Web (Common Gateway Interface)
  • Possibilità di generare automaticamente codice in base alle nostre esigenze (es. Link ad un DB)
  • Possibilità di convertire il codice in Visual Basic;
  • Ottimo Debugger integrato;
  • Possibilità di “pacchettizzare” i nostri programmi per specifiche distro-linux;

Detto questo non vi resta che provarlo da voi, l’ installazione su sistemi Debian e Derivate è estremamente elementare, poichè i file binari del programma e tutte le dipendenze fanno parte dei repository ufficiali del progetto Debian, quindi vi basta digitare il comando:

$ sudo apt-get install Gambas3

Per chi invece come me per esigenze funzionali preferisce installare il programma compilando il relativo sorgente, deve scaricare il TarBall del sorgente dal sito ufficiale del progetto.

E dopo di che seguire questi semplici passaggi:

  1. Installare tutte le dipendenze con il pacchetto dei compilatori essenziali (qui ho pubblicato la lista);Schermata da 2015-07-31 18:46:51
  2. Estrarre il TarBall;
  3. Aprire il terminale e fatelo puntare all’ interno della cartella che avete appena estratto;
  4. digitare il comando ./reconf-all;
  5. Compilatelo lanciando in successione ./configure – C , make , make install;

ATTENZIONE: Ovviamente a meno che per esigenze “Funzionali” non abbiate anche voi l’ esigenza d’ installarlo da sorgente, consiglio di seguire la prima guida che installa il programma con il Tool ad alto livello APT, semplificando di molto le cose.

 

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CodingGround : “Una raccolta di compilatori online”

Qualche giorno fa, frugando sul web, mi sono imbattuto in un curioso sito web di nome CodingGround, che permette di programmare software  desktop sfruttando l’ emulazione web della Shell di Linux opportunamente integrata con i compilatori di cui abbiamo bisogno.

GNU_Compiler_Collection_logo

I linguaggi supportati dal prodotto sono tantissimi, vediamo i più comuni:

  • Algol 68;
  • Assembly (qui ancora devo capire a quale architettura fa riferimento);
  • Bash;
  • Basic;
  • C;
  • CSS3;
  • C++;
  • C#;
  • Fortran;
  • HTML (è un linguaggio di Markup, e permette di visualizzare le pagine scritte);
  • JAVA;
  • JAVA Script;
  • Lisp;
  • MathML;
  • ObjectiveC;
  • OCaml;
  • Pascal;
  • Perl;
  • PHP;
  • Python 2-3;
  • Ruby;
  • SQL Lite;
  • Visual Basic (VB.NET);

Schermata da 2015-01-31 18:17:51Con questa piattaforma, ho già scritto molti programmi sia in C,C++ che C#, e sembra funzionare bene, unica cosa che non ho capito oltre al discorso su quale architettura di CPU supporti l’ Assembly e il fatto che appaiono circa tre collegamenti diversi per C++, che però ho notato utilizzare sempre lo stesso compilatore.

Se qualcuno conosce la differenza mi faccia sapere.

Per accedere al sito basta cliccare su questo collegamento

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Creare APP Android : “DI cosa ho bisogno?”

Premettendo che esistono svariati Tools e siti web che permettono di creare APP per questo sistema operativo mobile, però consentono di sviluppare Applicazioni molto limitate, sfruttando spesso Template di applicazioni molto famose sullo store di Google.

Android Setup

Ma se volessimo sviluppare un Applicazione innovativa partendo da zero, implementando funzioni completamente personalizzate e via dicendo?

La risposta è: Non è semplice, soprattutto per chi non si è mai dilettato nella programmazione!

Quindi prima d’ iniziare assicuriamoci di possedere almeno alcuni dei seguenti prerequisiti:

  • Minima conoscenza del sistema operativo Android;
  • Conoscenza del linguaggio di programmazione JAVA;
  • Familiarità con l’ ambiente di sviluppo ECLIPSE;
  • Conoscere almeno teoricamente cosa è la JVM (Java Virtual Machine);
  • Computer per la compliazione con una buona capacità di RAM (Almeno 2GB, ne consiglio 8);

Premetto che questa guida è stata Testata su sistemi operativi che fanno parte della famiglia LINUX, ma anche su Windows ho notato che i passaggi sono completamente gli stessi bisogna solo scaricare i pacchetti apositi per quel sistema operativo!!!

Di cosa abbiamo bisogno:

  1. Scaricare ed installare Java Development Kit (JDE) per il nostro sistema operativo (Se avete RED HAT scaricate i file con estenzione .RPM per altri Linux .TAR.GZ);
  2. Scaricare l’ SDK (Software Development Kit per il nostro sistema operativo (Comprende Eclipse e l’ SDK Manager);
  3. Avviare l’ SDK Manager ed installare tutti i pacchetti di qui abbiamo bisogno (Io consiglio Android 5.0 e 4.2)

L’ ultimo passagio è fandamentale, poichè ho notato che nonostante ECLIPSE integri già completamente tutti i PLUGIN di cui abbiamo bisogno per sviluppare le nostre APP andorid, nel software che lancia l’ emulazione del dispositivo Andorid, se non sono stati scaricati i pacchetti appositi, non viene caricata l’ emulazione software della CPU, rendendo impossibile il DEBUG del software.

Ora creiamo il disositivo sulla quale testare i nostri software:

  1. Avviare ECLIPSE;
  2. Andare su FILE e selezionare NEW ANDROID APPLICATION;
  3. Compliare tutti i campi e selezioniamo uno dei sistemi operativi di cui abbiamo scaricato tutti i pacchetti dall’ SDK MANAGER;
  4. Completare il WIZARD;
  5. Cliccare su WINDOWS e ANDROID VIRTUAL DEVICE MANAGER;
  6. Compliare i campi come illustrato di seguito:1
  7. Scrivere la nostra applicazione e testarla tramite (RUN > DEBUG);

ATTENZIONE: La macchina sulla quale è stata testata la guida monta un sistema operativo a 64BIT con ben 8 GB di RAM di cui (1GB dedicato completamente al dispositivo da emulare), ma nonostante questo l’ emulazione del Dispositivo Andorid richiede molto tempo per avviarsi (4-6 Minuti), dopo di chè l’ ho anche testa su macchine meno performanti da 4GB di RAM è i tempi si sono molto allungati!

 

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Root Android : “La guida per principianti”

Questo articolo, è orientato prevalentemente verso l’ utenza che non ha spiccate competenze informatiche, ma che vuole eseguire il Root del suo dispositivo Andorid.

Ma prima d’ illustrare come eseguire la procedure, in modo breve e conciso

184bbdfc93c9 cosa è effettivamente questo Root?

Dato che il sistema Andorid, ha come base il Karnel Linux, quindi offre molte potenzialità e dinamismo, cosa che però viene oscurata dalla sua logia molto gerarchica degli accessi.

Infatti quando parliamo di ROOT in ambiente Linux, intendiamo quel’ utente (Non per forza fisico), che ha il pieno controllo di tutti i file e processi di sistema.

Ma cosa serve effettuare questa procedura su di un cellulare?

La prima cosa sul quale potremmo operare dopo aver eseguito il ROOT, è quella di eliminare la totalità delle applicazioni che non utilizziamo, ma che vengono bloccate perché ritenute fondamentali per il sistema.

Possibilità d’ installazione di diverse applicazioni di terze parti non certificate (FATE MOLTA ATTENZIONE).

Possibilità di installare diverse Custom Rom sul proprio dispositivo (Versioni del Firmware modificate da utenti smanettoni FATE MOLTA PIU’ ATTENZIONE).

Detto questo vediamo di cosa avete bisogno per effettuare questo tipo di ROOT:

PC con sistema MS/Windows, Un dispositivo Android, e Kingo (Scarica da qui).

Dopo aver installato il software Kingo, avviatelo e:

  1. Collegare il cellulare al computer;
  2. Abilitare Debuging USB da Impostazioni>Opzioni di Sviluppo dal vostro cellulare;
  3. Attendere l’ installazione dei driver su Kingo;
  4. Quando richiesto staccare il cellulare dal PC;
  5. Attendere il rilevamento del dispositivo da parte di Kingo;
  6. **”Se il nome del dispositivo su Kingo corrisponde effettivamente con il modello del vostro cellulare ricollegate il cellulare altrimenti abbandonare l’ operazione
  7. Verificato il PUNTO 6 Attendere il download dei pacchetti da Kingo (Il cellulare potrebbe riavviarsi automaticamente);
  8. Sul dispositivo accettare l’ installazione del software;
  9. Attendere che Kingo installi tutti gli altri software sul cellulare;
  10. Avviare l’ APP installata da Kingo sul vostro dispositivo;
  11. Cliccare su ACCEPT, e il gioco è fatto;

=========================================================================

**Il punto 6 deriva dal fatto che non tutti i cellulari sono compatibili con questo metodo, bensì ne esistono altri, molto più efficaci. Ho scelto Kingo, solo perché è comprensibile anche ai neofiti della tecnologia.

Spero che questa guida vi sia stata d’ aiuto un saluto a tutti.

 

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Linguaggio C (scrittura del primo programma “Hello World”)

Prima videolezione sulla programmazione strutturata in linguaggio C. In questo video, vedremo come si scrive un programma che stampa a schermo la scritta Hello World.

Nel prossimo video, vedremmo più approfonditamente, la sintassi e la semantica del linguaggio C.

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Cosa è una variabile (basi teoriche per la programmazione 4)

Dopo avervi spiegato cos’è un algoritmo e come formalizzarlo, voglio darvi un altro concetto alla base di qualsiasi linguaggio di programmazione, cioè “LA VARIABILE”.

Detta in parole povere, noi possiamo immaginare una variabile come un contenitore, nel quale possiamo mettere “qualsiasi” cosa, però dove ogni volta che immettiamo un nuovo dato quello che c’ era prima viene perso o eliminato.

variabili

Adesso entiamo un po’ nel dettaglio per quanto riguarda il nostro linguaggio di programmazione C:

In questo linguaggio, per poter utilizzare una variabile, essa deve venire dichiarata, ciò significa che noi dobbiamo dire al computer che ad esempio la variabile X è desitanata a contenere un certo tipo di dato.

I tipi di dato elementari del C sono:

  • char (singolo carattere) 8 bit;
  • integer o int in C (numero intero) 32 bit;
  • float (numero reale) 32 bit;
  • double (numero reale a doppia precisione) 64 bit;

quindi da questo possiamo dedurre che per poter dichiarare una variabile di nome A e che possa memorizzare numeri interi, in C dovremmo scrivere “int A”;

A livello informatico, sulle variabili possiamo eseguire una lettura o una scrittura, meglio nota come assegnamento.

Il primo assegnamento di una variabile viene chiamato Inizzializzazione, infatti dall’ esempio che segue possiamo vedere come si dichiara e si inizzializza una variabile allo stesso tempo:

int A=0;

Qui non abbiamo fatto nient’ altro se non dichiarare la variabile A di tipo intero e le abbiamo assegnato il valore zero.

Ora voglio spiegarvi un po’ più nel dettaglio a livello di macchina cosa succede quando si dichiara una variabile;

Il nome di una variabile, non è nint’ altro se non l’ etichetta di una o più locazioni di memoria nell’ interno della RAM (Random Access Memory). Il settore di memoria dove si utilizzano le variabili si chiama “Area di Stack”.

Detto questo non voglio dilungarmi più di tanto, poichè molte cose le spiegerò quando avremmo la necessita di utilizzarle.

Nella prossima lezione spiegerò la costante in informatica.

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Programmare C su Linux !

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In questa guida vi mostrerò come scrivere e compilare un software C, sul vostro PC Linux mediante l’ utilizzo del vostro editor di testo.

Per prima cosa dobbiamo scaricare il pacchetto che contiene il compilatore C (GCC):

  • Debian/Ubuntu: $ sudo apt-get install gcc ;
  • RedHat/Fedora: $ su yum install gcc ;

Una volta installato il pacchetto gcc con tutte le sue relative dipendenze, iniziamo a scrivere il nostro programma utilizzando l’ editor di testo integrato nel sistema (es. GNOME utilizza Gedit).

Una volta finito di scrivere il programma, salvarlo con l’ estenzione .C;

Adesso vediamo come compilare il sorgente:

  1. Aprire il Terminale;
  2. Posizionarsi nella cartella dove si è salvato il file (es. cd Documenti);
  3. Digitare il comando “ls” per visualizzare i file contenuti nella cartella (solo per comodità);
  4. Ora dare il comando “gcc -o PROGRAMMA.exe SORGENTE.c”;
  5. Per avviare il programma, posizionarsi nella cartella del file .exe;
  6. Digitare ./PROGRAMMA.exe;

NOTA: In ambiente linux non esiste l’ istruzione PAUSE come comando BATCH, quindi in C non è possibile utilizzare system(“PAUSE”), che però può essere sostituita con system(“sleep -secondi”) es. system(“sleep -3”);

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Diagramma di flusso e pseudo-codifica (basi teoriche per la programmazione 2)

Per motivi di problemi con le immagini, questa lezione ho preferito scriverla in PDF;

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Apri questa lazione

Scusate per il disagio buona visione…

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Programmare in C# (Alternativa a Microsoft Visual Studio)

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Se vi interessa sfruttare un linguaggio dinamico e potente come il C#, ma non avete intenzione di pagare fior di quattrini per acquistare una copia originale di Microsoft Visual Studio o di registrarvi in maniera gratuita per possedere una copia limitata del programma esclusiva per un determinato utilizzo (es. Visual C#, ASP.NET, Visual C++), vi consiglio di provare il software Sharp Develop, che è Free e possiede praticamente la stessa interfaccia di Visual Studio.

Sharp Devenop, inoltre permette di estendere le sue funzioni, mediante l’ utilizzo di plugin, facilmente reperibili in rete.

Un altro punto di vantaggio di questo software, è la sua leggerezza, sia in termini di MB occupati nel disco rigido, sia per quanto riguarda in termini di utilizzo delle risorse del sistema, basti pensare che il pacchetto completo di Visual Studio, richiede circa 6-7 GB, mentre SharpDevelop occupa circa 100 MB.

sharpdevelop

SharpDevenlop: Download

Inoltre sa a qualcuno interessa programmare in questo linguaggio anche in ambienti GNU/Linux, qualche tempo fa sul mio canale di YouTube, pubblicai il seguente video, sul software MonoDevelop, che è un software OpenSource, sviluppato dalla comunità Mono Project, che è la comunità che sviluppo MoonLight, l’ equivalente di Silverlight per Linux:

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Algoritmi (basi teoriche per la programmazione 1)

Con questo articolo voglio iniziare una serie di lezioni orientate verso l’ apprendimento della programmazione strutturata, ma in futuro tratteremo anche quella orientata agli oggetti quindi le prime lezioni saranno orientate verso le basi teoriche della programmazione.Nonostante queste lezioni, saranno molto semplificate e mirate conuque alcuni concetti verranno compresi meglio se si hanno delle basi quantomeno sul sistema di numerazione binario, qunindi il mio consiglio è quello di andarsi a studiare questo semplicissimo argomento.

algoritmo

Fatta questa premessa iniziamo questa lezione.

Un algoritmo è una serie finita di passi che occorrono per risolvere un determinato problema detto problema coputabile, che sono quella serie di problemi con cui hanno a che fare di solito i programmatori informatici, ma non solo.

Una delle proprietà di un algoritmo è dettata dal fatto che esso deve essere sviluppato mediante dei passaggi elementari è non deve contenere ambiguità nel linguaggio.

Un esempio banalissimo di algoritmo è la somma di due numeri.

es. di algoritmo per la somma:

  1. Dammi il primo numero;
  2. Dammi il secondo numero;
  3. Esegui la somma tra il primo e il secondo numero;
  4. Scrivi su un fogliettino il risultato;

Adesso andando ad analizzare questo algoritmo, possiamo dedurre che il primo e il secondo numero sono dei parametri di input, cioè qualcosa che viene definito dall’ utente, che sono valori indipendenti dall’ algoritmo, mentre la somma è un parametro di output, cioè un qualcosa che l’ utente vede solamente, senza poter modificare, nel nostro caso un fogliettino sul quale è scritta la somma.

Una cosa importantissima da apprendere sono i metodi che occorrono per formalizzare un algoritmo, che può essere un diagramma di flusso (flow-chart), o tramite la stesura di pseudo-codice, questi sono due argomenti che tratteremo nella lezione successiva, in questo ho deciso solemente di anticipare le loro caratteristiche fondamentali.

Un diagramma di flusso è un linguaggio grafico, che permette di rappresentare il flusso di un algoritmo in modo schematico, tramite l’ utilizzo di figure preimpostate per ogni operazione da eseguire tipo (input, output, iterazioni e calcoli).

Mentre la pseudocodifica, consiste nella stesura di un codice (pseudo-codice), che si interpone tra l’ algoritmo è un codice sorgente di qualsivoglia linguaggio di programmazione.

Ed è di solito scritto nella propria lingua, senza l’ utilizzo di figure convenzionali, ma solo traducendo nella propria lingua i vari cicli o iterazioni presenti in qualsivoglia linguaggio di programmazione.

Es. l’ istruzione While in pseudo codice diventerebbe Esegui finchè.

Spero che questa prima lezione l’ abbiate trovata interessante, nella prossima parleremo dei diarammi a blocchi e della pseudocodifica.

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